Già me l’immagino.
È il 12 luglio del 2038. Il più grande evento sportivo del mondo è finalmente arrivato. È la finale dei mondiali di calcio: Italia contro Brasile! Le due squadre migliori di tutte sono bloccate in un zero a zero.
A trenta secondi dalla fine il Brasile ha la palla e, mentre l’arbitro guarda il suo orologio, tenta disperatamente un’ultima volta di rompere il pareggio ed evitare i calci di rigore. Dopo una bella azione, l’attaccante brasiliano riceve la palla e fa un tiro incredibile da fuori area. Ha segnato diversi goal già durante il torneo. Come sempre il tiro è ottimo e sfreccia verso l’angolo più in alto a destra della porta. Ma proprio mentre il brasiliano alza le mani per festeggiare, il portiere italiano Matteo Standridge, con un tuffo degno di Spiderman, raggiunge il pallone e non si limita a bloccarlo con un pugno, bensì lo afferra miracolosamente e lo trattiene. A pochi secondi dalla fine, passa velocemente la palla al suo compagno di squadra, Nico Standridge, che grazie alla sua grande rapidità riesce a dribblare diversi giocatori brasiliani sul lato destro del campo; all’improvviso fa partireun cross incredibilmente preciso al centro dell’area di porta. Straordinariamente l’attaccante italiano Davide Standridge s’innalza sopra i tre difensori che lo circondano e con un colpo di testa manda la palla in rete per la vittoria.
L’arbitro fischia! La partita è finita! L’Italia vince i mondiali, con somma gioia del padre dei tre giocatori italiani, seduto in prima fila.
Qual è il tuo più grande desiderio per i tuoi cari?
Molti genitori direbbero: “Voglio solo che i miei figli siano felici”. Penso però che non ci voglia un ingegnere aerospaziale per capire che quello che intendono dire veramente è che vogliono che i loro figli li rendano felici.
Forse vogliono che diventino medici, ingegneri o architetti. Forse desiderano che godano di buona salute, che abbiano tanti bambini sani, che la loro famiglia non sia mai minacciata da conflitti o divorzi. Sperano che possano godersi una lunga vita che si concluda con una pacifica vecchiaia.
Cosa vuoi più di ogni altra cosa per i tuoi cari?
Che vivano una vita sana e felice? Che in qualche modo cambino il corso della storia umana? Che inventino una nuova tecnologia o addirittura che trovino una cura per il cancro?
Penso che sia tempo per noi di sognare in grande. Molto più in grande.
Nel primo capitolo di Efesini, i versetti 3-14 sono dedicati alla descrizione di tutte le benedizioni incommensurabili che Dio ha dato ai suoi figli. Paolo parla di elezione, predestinazione, adozione, redenzione, perdono e, infine, dello Spirito Santo, pegno dell’eredità che spetta ai suoi figli per l’eternità.
Sono dodici tra i versi più gloriosi che possiamo trovare in tutte le Scritture.
Nei vv. 15-17 Paolo ci dice che tipo di reazione dovrebbe nascere nel cuore di coloro che hanno compreso appieno il significato dei precedenti versetti:
“Per questa ragione, da quando ho sentito parlare della tua fede nel Signore Gesù e del tuo amore per tutto il popolo di Dio, non ho smesso di rendere grazie per te, ricordandoti nelle mie preghiere. Che il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, possa darti uno spirito di saggezza e di rivelazione nella conoscenza di Lui”.
In Atti 20 scopriamo che, mentre era a Efeso, Paolo andò di casa in casa a predicare il Vangelo “con molte lacrime”. Ecco che il più grande evangelista supplica tutti di ravvedersi, eppure le persone rimangono impassibili, bloccate come sono nel loro amore per il peccato e nell’odio per il Signore. Se però andiamo avanti di pochi anni troviamo lo stesso Paolo, stavolta in una prigione romana, che riceve una notizia straordinaria: molti di coloro che per tre anni aveva pregato di abbandonare il peccato e di credere in Dio, si erano finalmente arresi al Signore e mostravano un grande amore per i fratelli. Uomini e donne che un tempo odiavano il Vangelo, ora sedevano in prima fila la domenica mattina, innamorati della parola di Dio e del popolo di Dio.
Paolo dice che questa notizia non può non suscitargli una gioia indescrivibile e che non smette di rendere grazie a Dio per la loro salvezza.
Cosa ha provocato questa sua gioia? È molto semplice! Non è possibile leggere i versetti 3-14 e poi andare avanti come se niente fosse. Chiunque abbia buon senso desidera queste benedizioni non solo per sé, ma anche per ogni suo caro. La più grande preoccupazione di Paolo era che il maggior numero possibile di persone si unisse a Lui nell’adorare Cristo per sempre. Quando sentì che la gente in cui aveva investito del tempo e per cui aveva persino versato lacrime, aveva creduto nel Vangelo, la sua gioia fu senza fine (nonostante fosse in una cella a Roma, in attesa di comparire davanti all’imperatore).
Devo farti una domanda che ultimamente mi sto ponendo anch’io: qual è il tuo più profondo desiderio per le persone che Dio ti ha messo intorno?
Forse che godano di buona salute? Che vivano una vita semplice, senza problemi? Che vincano una partita di calcio senza senso?
Tanti genitori dicono di volere che i propri figli siano salvati, ma poi si preoccupano di più dei loro successi nel mondo.
Non mi fraintendere, non è colpa nostra se i nostri figli non credono. E non è merito nostro se lo fanno.
Siamo chiamati però a prendere esempio da Paolo e desiderare soprattutto per i nostri cari che siano salvati e che si uniscano a noi nel dare al nostro Salvatore la lode che merita.
Tutti nutriamo speranze per i nostri cari,ma perché non sognare molto più in grande?
Perché non desiderare per loro cose eterne piuttosto che cose temporanee e fugaci? Perché non desiderare che abbiano una relazione salvifica con Gesù? Perché non desiderare che conoscano Dio? Non c’è niente di più importante.
Impegnati a parlargli dell’incredibile Dio che conosci! Ma ricorda sempre che è il Signore che salva e che noi non abbiamo la capacità di convincere. Solo due cose sono in nostro potere:
- Assicuriamoci che il nostro principale desiderio per noi stessi e per gli altri sia conoscere Dio.
- Apriamo le nostre bocche e proclamiamo a ogni creatura la verità del Vangelo.
Il resto dipende da Dio.
Onestamente preferirei che i miei figli fossero martirizzati in gioventù per il loro amore per Gesù piuttosto che vederli vivere per tutta la vita in funzione dei loro successi terreni e temporanei (come ad esempio la vittoria ai mondiali). Non vorrei mai che vivessero vite segnate da grande moralità, ma anche dall’assenza di Dio.
E tu?
